ASSOCIAZIONE KI AIKIDO PALERMO

                                              Maestro Andrea Marcione

 


Per stuzzicarvi l'appetito

di Giuseppe Saporito

L' Aikido è una una disciplina orientale nata in Giappone nei primi del 1900 fondata da Morihei Ueshiba.

Il Ki Aikido è l' Aikido praticato e insegnato inizialmente da un allievo di Ueshiba,  Koichi Tohei al quale il maestro aveva assegnato il ruolo capo degli istruttori e il grado più alto fra tutti i suoi allievi.

Tohei in seguito proseguì il suo lavoro fondando quello che oggi è il Ki Aikido mentre altri istruttori rimasero più ancorati all'insegnamento di Morihei Ueshiba continuando a praticare e sviluppare l'AIKIDO.

La differenza tra l'AIKIDO e il KI AIKIDO sta , lo sottolinea il nome, nella parola “KI”  cioè nell'accento posto su quest'aspetto della disciplina presente in modo più o meno implicito anche in altre scuole di Aikido.
Nel Ki Aikido la pratica del Ki è resa esplicita e la si insegna sia da sola sia come base per le tecnche di Aikido.

Si tratta di un'Arte marziale, ossia una disciplina nata per la guerra, che affonda le sue radici nel Giappone medievale e nell'epoca dei Samurai, ma che oggi, paradossalmente, è evoluta in una pratica e in un'arte di educazione alla pace e all'armonia.
La parola Aikido deriva dalle tre parole AI – KI – DO.
- Ai significa armonia ;
- DO significa disciplina, o più profondamente VIA;
- KI viene sovente tradotto come “ciò che non è chiaro” cioè difficile da definire (ma i cui effetti sono facilmente constatabili).

La parola giapponese KI è l'equivalente letterale del cinese QI ( o CHI)  e dell'indiano PRANA conosciuto dalle varie pratiche Yoga. I termini però non sono equivalenti nella loro accezzione pratica.  Sono elementi che hanno radici filosofiche antiche di cui si potrebbe parlare a lungo ma che in questa sede non verranno approfondite.
A  noi qui interessa soltanto il Ki nella pratica dell'Aikido.
E' importante  anche  dire  che la disciplina da noi praticata non ha riferimenti religiosi  da proporre, ne', tanto meno,  idee cui uniformarsi acriticamente, anche se
riconosce nell'uomo una dimensione spirituale e fa propri valori etici fondamentali e largamente condivisi come la non violenza, la ricerca del bene comune, il rispetto del prossimo ecc.

La pratica del KI può essere correttamente intesa, tra l'altro,  come una pratica dell'attenzione consapevole nell'eseguire ogni attività umana e molti degli  esercizi che vengono proposti, tendono appunto a farci scoprire gli effetti benefici dell'attenzione.
Non ci sono limiti di età per praticare il ki aikido e gli esercizi sono semplici e praticabili sia dai bambini che dagli anziani, senza alcun pericolo.

Il Ki Aikido ha una grande potenzialità educativa e in alcuni casi può aiutare a risolvere situazioni di disagio di vario genere perchè è una disciplina che mette in assoluto primo piano l'aspetto relazionale fra le persone. Può essere utile ad esempio per per migliorare le relazioni interpersonali e il rapporto con se stessi, per migliorare le prestazioni fisiche, per correggere atteggiamenti posturali sbagliati, per migliorare la capacità di ascolto, di attenzione, di allenamento della memoria e molto altro ancora.

 


Il ki aikido è, come molte discipline orientali, una pratica che coinvolge molti aspetti della vita. Una sua peculiarità sta però nel fatto che alla base della pratica deve esserci una relazione tra due persone, e senza tale relazione possiamo dire che l'aikido non  potrebbe  esistere.

Certo è anche vero che  quasi tutti gli sport e le attività di gruppo prevedono relazioni a vari livelli, ma queste si basano quasi sempre su premesse che sono molto diverse da quelle della pratica che proponiamo. Non è questo  un giudizio di valore,  o un fare stupidi confronti, semplicemente si tratta di un'approccio diverso.

Un'altra importante caratteristica di questa disciplina è il non agonismo: non ci sono gare ,campionati o cose simili. Questo non è un fatto marginale perché conferisce all'aikido  un approccio e una connotazione molto diversi rispetto alle pratiche sportive orientali o occidentali che siano.

Nelle tecniche marziali di Aikido ad esempio l'obbiettivo non è vincere, ma quello di non perdere.
La differenza è sottile ma ha degli effetti pratici rilevanti. Infatti dove c'è un vincitore di solito c'è anche chi perde,  e  dato che a nessuno piace perdere, ci sarà comunque uno scontento. In Aikido non c'è scontento perchè non c'è vincitore o perdente , quello che invece conta è sempre l'aspetto della relazione dove non si vince o perde ma si comprende e si cresce insieme.

Il ki aikido è praticato ormai in buona parte del mondo ed anche in ambiti diversi.  In Italia vi sono esperienze di pratica con persone di tutte le età, dai bambini molto piccoli agli ultra ottantenni,  dai non vedenti alle persone portattrici di handicap, dagli istituti di detenzione agli ambiti universitari e riabilitativi.

Il Ki Aikido è a livello istituzionale inserito nell'area discipline orientali della UISP che a sua volta è un'organizzazione riconosciuta dal C.O.N.I.

Ci sono moltissimi aspetti e molte altre cose che s potrebbero dire sul ki aikido , ma è bene ad un certo punto tacere e lasciare il posto alla pratica.
Infatti le parole sono poca cosa quando si tratta di comprendere quello che per difinizioe è una pratica e un'arte. Essenziale è  farne l'esperienza non un discorso.
Spero   di avere " stuzzicato l'appetito" ,  cioè avervi fatto venire un pò voglia di provare direttamente qualche lezione per constatare se il ki aikido è quello che cercate.